12/10/11

Canyon: nuovo catalogo 2012

Sono andato a sbirciare il sito della Canyon, giovane e particolare costruttore di bici tedesco che vende online e offre assistenza tecnica in un rivenditore a tua scelta. Ho trovato il nuovo catalogo 2012 e, data la difficoltà con cui si aprono le pagine del sito, immagino che sia online da pochissimo. Le bici possono già essere acquistate .

La rinnovata Nerve AM 9.0
Canyon produce mountain bike e bici da corsa. In entrambi i settori le bici sono sempre apprezzate dalla stampa di settore, per gli ottimi telai prodotti e per un rapporto tra prezzo e componentistica montata decisamente superiore a praticamente tutta la concorrenza.

Nella nuova gamma, in realtà, gli allestimenti sono peggiorati, a parità di prezzo, ma non considerevolmente. Inoltre il carattere di alcuni modelli è stato stravolto con l'adozione di componenti di diverse marche e con diverse caratteristiche. Su tutti, i nuovi freni Formula, al posto degli Avid e le forcelle DT Swiss al posto delle RockShox, sulle front.

L'unico neo che, nel tempo, sembrerebbe essere riconosciuto un po' ovunque nei forum, è una verniciatura poco resistente (importante sulle mtb). Sperando che abbiano migliorato questo aspetto dei loro prodotti, nell'attesa di ulteriori riscontri, è più prudente, in caso di acquisto, prendere una bici con il telaio anodizzato (l'anodizzazione ottiene il colore con un procedimento diverso dalla verniciatura).

08/10/11

Spazio


Compiti a casa: esci di casa e immagina le strade, le piazze, i vicoli, senza auto. Osserva quanto spazio libero avresti intorno, immagina il silenzio e i suoni che questo scaturirebbe. Immagina con cosa desidereresti in tutto quello spazio vuoto.

Invece di rimanere aggrappati alla speranza di arrivare vivi a quelle due o tre settimane di ferie all'anno, perché non pensare a un luogo migliore in cui vivere?

(Dal vangelo secondo un anarcociclista)

04/10/11

Apro

Non ho una ciclofficina, non vendo bici, non costruisco costose fuoriserie a scatto fisso su vecchi telai da velodromo. Anzi, la dico tutta, non ho nemmeno gambe così allenate o un cuore così resistente.

Negli intenti di questo spazio, mascherata dietro un'ostentata e arrogante volontà di proselitismo, c'è soltanto la voglia di condividere.

La bicicletta, dai giorni della sua invenzione a oggi, è sempre stata fonte di emozioni e diffidenze e la si trova anche protagonista di un gran numero di metafore esistenziali. Faceva paura quando i poliziotti giravano a piedi, creò leggende ai tempi del ciclismo eroico e incute, oggi, fascino e curiosità verso chi ha il coraggio di inforcarla per muoversi nello stile di vita e nel traffico di oggi.

Io non sono un eroe e scendo spesso a compromessi con me e col mondo.

L'anarcociclismo si basa sull'odio, perché si possa definire una base comune dai nostri errori, rimanendo liberi di rimediare ad essi e cambiare, senza direttive e senza limiti alla creatività.
L'anarcociclismo odia per autodifesa in un mondo ostile. 
L'anarcociclista odia il concetto di automobile e tutto quello che ne consegue: isolamento, individualismo, scarsa empatia, logica del "si salvi chi può" ed egocentrismo. 
L'anarcociclista si prende gli spazi di cui è stato privato come meglio crede, privilegiando ogni metodo che contempli ironia e umorismo.
Per un anarcociclista, qualsiasi cosa è una pista ciclabile (nel rispetto di chi non va in auto). Viaggiando in bici si vive il viaggio e lo si vive a contatto col mondo circostante, si raccolgono le occasioni al volo senza cercare parcheggi, si scopre che in ogni posto c'è spazio per costruire, invece di scappare e si impara l'umiltà dal percepire, fisicamente proprio, che esistono cose più grandi, vecchie e importanti di sé stessi.

In un'era in cui le piazze diventano parcheggi, i monumenti si mettono in mezzo a incroci e rotonde e le persone si stipano nei centri commerciali, l'anarcociclismo è una rivendicazione dell'uomo sull'auto e una forma di resistenza.